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Progetto Cervantes

Cervantes

Gli allievi del I anno, al termine del corso 2007-2008, hanno portato in scena lo spettacolo "Intermezzi" di Miguel Cervantes.

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Quando Cervantes scrive gli Intermezzi, poco prima della sua morte (1616), il suo intento è chiaro: riportare la scrittura drammatica alla dignità e nobiltà classica contro l'imperante teatraccio "plebeo-commerciale" di quel secolo. 
E lo fa scegliendo il genere degli "Intermezzi", brevi composizioni burlesche spesso accompagnate da canto e musica, affinché questo recupero dell'identità classica potesse essere "popolare", cioè non una rigorosa imposizione di regole e metodi ma un qualcosa che basandosi sulla tradizione culturale di un popolo fosse sensibile a cambiamenti e influenze contemporanee. 

Egli stesso, infatti, scrive: 
"il tempo modifica le cose, perfeziona le arti". 

Questo breve preambolo illustra chiaramente il nostro intento e il perché della nostra scelta.  Portare l'opera di uno scrittore "classico", come l'Autore del Don Chishiotte, tra le strutture del quartiere, scuole, teatri, biblioteche... attraverso l'opera e l'impegno degli stessi abitanti, gli allievi, creando così un filtro estremamente "popolare". 

È questo un sistema attraverso cui Il Teatro può assolvere a uno dei suoi principali compiti: contribuire in modo concreto all'identità culturale di un popolo, spargendo il seme del patrimonio formativo. 

BREVE SINOSSI DELLE OPERE SCELTE

La sentinella all'erta
Piccolo capolavoro del genere che, ponendo il bizzarro contrasto fra un soldataccio e un sagrestano rivali d'amore, racchiude amenamente e nello scorcio di poche scene tanta umanità. 

L'elezione dei sindaci
Caricatura dei sindaci di paese. Nel piccolissimo microcosmo si verifica un fenomeno che è proprio da paradigma della vita spagnola (e ahimè non soltanto spagnola) del '600 e dei nostri tempi. Un sagrestano ingiuria i componenti di una Giunta perché si distraggono dietro i "gitani" anziché fare il loro dovere. 

Il teatro delle Meraviglie
Farsesca canzonatura della credulità umana.  Pregiudizi e razzismo fanno da sfondo a uno "spettacolo" a danno e beffa degli stessi uomini di potere che l'hanno commissionato. 



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